El Barba

piazza S.Maria Assunta, 2 - 38027 Malè (TN)
tel. (0039) 0463.901122

cucina tipica

Da vedere in Maremma : Manciano, Montemerano, Saturnia, Pitigliano, Capalbio e l'Argentario....

Scoprire la Maremma è un'esperienza che ogni volta si rinnova, sentire i profumi del mare e della terra tutto l'anno: la Maremma li sa offrire grazie anche ai spettacolari itinerari per il trekking o mountain bike che portano ad affacciarsi su entusiasmanti terrazze naturali o a indimenticabili passeggiate a cavallo. Allontanandosi di poche miglia dalla costa si possono raggiungere velocemente borghi ricchi di storia, spesso eredità delle antiche civiltà etrusca e romana, o gioielli dell'architettura medievale.

La Maremma si scopre anche attraverso la ricchezza dei sapori che sa offrire e legati sapientemente al mare e all'entroterra da una vecchia saggezza culinaria che si accompagna con le fragranze mediterranee dell'olio e con i rinomati vini DOC, per non parlare poi dei formaggi e dei salumi.

Forniamo qui di seguito una piccola guida ai paesi della Maremma:

Manciano

Arroccato in cima ad un colle e difeso da una solida cinta muraria sorge Manciano. La Rocca di origine Aldobrandesca domina il vecchio borgo e permette di vedere il susseguirsi di colli e pianori fino al mare tanto da far attribuire a Manciano l'appellativo di spia della Maremma. Da qui e' possibile ammirare uno dei paesaggi più seggestivi della maremma, dalla costa di Grosseto, che scende dolce e sinuosa fino al promontorio dell'Argentario. Lì dietro nitida e perfetta l'isola del Giglio, più giù la laguna di Orbetello. E poi l'Amiata e le montagne che lo circondano spaziando con lo sguardo fino al lago di Bolsena.

Il comune di Manciano è geloso custode di Saturnia che con le sue famosissime Terme di Saturnia e una delle mete turistiche pù famose della Toscana.

Saturnia e le Terme di Saturnia

Le Terme di Saturnia sono situate nel cuore della Maremma, vicino ai borghi di Manciano, Pitigliano e Montemerano...

La sorgente termale ha una portata di oltre settecento litri al secondo ed una temperatura, costante in tutte le stagioni, di circa trentasette gradi centigradi. Famose e sfruttate sin da tempi antichi, testimonianzae etrusche ne attestano l'utilizzo, in seguito continuato anche dai romani, che vi realizzarono edifici e costruzioni per sfruttare le proprietà terapeutiche dell'acqua termale.

Al giorno d'oggi le Terme di Saturnia hanno una fama mondiale, il primo stabilimento ebbe luce grazie all'opera di bonifica del dottor Ciacci nel nella seconda metà del 1800, ad inizio del secolo scorso venne edificato l'albergo, attualmente sede dell'Hotel Terme di Saturnia, e furono effettuati studi scientifici che attestarono le proprietà curative delle acque termali.

L'acqua termale ha molteplici proprietà benefiche, tanto che già gli etruschi la definivano "miracolosa" , grazie giusto mix di due gas disciolti quali l'idrogeno solforato e l'anidride carbonica. Sono scientificamente dimostrate le azioni benefiche sull'apparato respiratorio e muscolo scheletrico e la pelle..

Lo stabilimento termale di Saturnia è immerso in un parco composto da pini marittimi secolari, grazie ad una equipe specializzata è in grado di seguire con cura ed attenzione la clientela, assicurando un trattamento benessere senza eguali nel panorama nazionale...

Per chi vuole godere delle proprietà miracolose dell'acqua termale senza accedere allo stabilimento termale può fare un bagno alle Cascate del Mulino, situate lungo il ruscello che esce dallo stabilimento e di libero accesso a tutte le ore del giorno. Il fiumiciattolo d'acqua che da luogo alle cascate è denominato dalla popolazione del luogo "Il Gorello", rievoca un fascino misterioso ed una atmosfera sensazionale.... soprattutto la notte, con i fumi dell'acqua termale e il bagliore della luna creano un'aria mistica e suscitano sensazioni che vale la pena esplorare..

Capalbio

Sicuramente uno dei paesi più famosi e conosciuti della Marema, un tempo patria di briganti e di cinghiali, da qui la vista abbraccia la Maremma intera e scendendo alla pianura, oltre le profumate pinete, si scorge d’improvviso il mare scintillante. La cittadina, ai confini sud della Toscana, si erge sopra un colle boscoso e rigoglioso della tipica macchia maremmana. Anticamente fu castello delle Tre Fontane di Roma (VIII sec.) e nel periodo medioevale fu di proprietà della famiglia degli Aldobrandeschi; passò, poi, ai Conti Orsini e nel 1416 fu annessa alla Repubblica Senese. Successivamente il territorio fu assegnato a Cosimo dei Medici e iniziò una lenta e inesorabile decadenza demografica ed economica. Il passaggio successivo ai Lorena segnò il paese per la perdita dell’autonomia e per la grande disgregazione sociale che ne conseguì. Questa situazione dette vita alla piaga del banditismo che terrorizzò la Maremma per moltissimi anni. La tradizione narra, infatti, che a Capalbio abbia trascorso la maggior parte della sua latitanza Tiburzi, il più famoso brigante maremmano, le cui imprese divennero così leggendarie da essere a tutt’oggi ricordate. Sicuramente da visitare è il giardino dei tarocchi, l’opera somma dell’artista francese Niki de Saint Phalle, che ha realizzato all’interno del parco sculture in cemento e poliestere, rivestite con splendidi mosaici di ceramica, vetri e specchi. Arte contemporanea come cerniera tra ambiente naturale e spazio sociale, territorio inteso come giardino e paesaggio. Ai giorni d'oggi Capalbio è meta di turisti che ne apprezzano la bellezza ed il fascino selvaggio.

Argentario

Il Monte Argentario è un promontorio che si protende nel Mar Tirreno in corrispondenza delle due isole più meridionali dell'Arcipelago Toscano; l'Isola del Giglio e l'Isola di Giannutri.
Anche l'Argentario nasce come isola, ma nel corso dei secoli l'azione congiunta delle correnti marine e del fiume Albegna ha creato due tomboli, il Tombolo di Giannella ed il Tombolo della Feniglia, che hanno unito l'isola alla terra ferma, formando nel contempo la Laguna di Orbetello.
Il Monte Argentario raggiunge il punto più alto in corrispondenza di Punta Telegrafo (635 m.) ed è caratterizzato da un territorio completamente montuoso, addolcito unicamente dall'opera dell'uomo che ha creato nel tempo delle terrazze dove si coltiva prevalentemente la vigna.
La costa, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemenete sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico.
In questo contesto si inseriscono i due paesi, entrambi a vocazione marinara, che formano il comune di Monte Argentario; rivolto a settentrione si trova Porto Santo Stefano, dove è posto il municipio, mentre Porto Ercole, più piccolo, è rivolto a meridione.

Porto Santo Stefano

Porto Santo Stefano è un suggestivo borgo marinaro sulla costa orientale dell'Argentario ed attrezzato porto turistico, Porto Santo Stefano si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle fortezze spagnole. Nella vicina Cala Galera fanno scalo ogni estate moltissime imbarcazioni da diporto attratte dalle funzionali strutture e dai servizi offerti da questo esclusivo approdo.

 

Pitigliano

Arrivando a Pitigliano dal mare, salendo la Strada Statale 74 "Maremmana", si ha subito l'immagine inconsueta di un paese con case che sporgono da un grande sperone di tufo, assolutamente a strapiombo.
La rupe di Pitigliano è circondata da tre lati da burroni che sono pieni di grotte scavate nel tufo.


Pitigliano è stata anticamente una rocca, di probabile origine Etrusca, ma forse la sua storia è ancora più antica;la presenza Etrusca è attestata, oltre dal fatto che siamo nel cuore dell'Etruria, dalle restanti sezioni di mura della parte nord-ovest (antica via di Sovana), dalle "vie cave": testimonianza di un'epoca megalitica probabilmente antecedente la presenza etrusca ma comunque circondate da necropoli, le quali, tra l'altro, sono presenti in tutta la zona, rinvenute piene di corredi funerari, monili e altri doni votivi di scuola attica, ma anche di stile corinzio. numerose le altre testimonianze (fontane, templi, resti di acropoli..) per quanto riguarda la successiva storia romana, iniziamo dal nome: si dice che derivi dalla gens Petilia, ma la leggenda narra di due romani (Petilio e Cigliano) i quali, dopo aver trafugato la corona d'oro della statua di giove statore in campidoglio, fuggirono verso l'etruria e qui si rifugiarono fondando la città. successivamente la città resto romana sino all'avvento dei longobardi che la occuparono con tutta la Toscana. Con Sorano e Sovana, sotto la famiglia degli Aldobrandeschi, costituiva un triangolo fortificato. Passata poi agli Orsini, conobbe un periodo di splendore, testimoniato dal bel palazzo Orsini, dotato di un grandioso portale.
Partendo dal XIV sec. furono numerose le famiglie ebraiche che, fuggite da Roma, trovarono asilo a Pitigliano, dove si venne formando una comunità ebraica. Il fascino delle vie piccole e strette dell'antico ghetto ebraico culmina nel piccolo gioiello della sinagoga, restaurata nel 1995 dopo anni di abbandono. Ma anche tutto il resto dell'antica città fu restaurata a partire dagli anni '80, poiché in seguito all'abbandono del dopoguerra, si stava lentamente sgretolando e stava per essere lasciata al suo destino, perché giudicata pericolante. solo la lungimiranza di alcuni amministratori e delle poche famiglie rimaste ne sollecitarono il restauro, restituendo la bella cittadina del tufo all'ammirazione delle migliaia di turisti che ogni anno vi si recano per visitarne le bellezze non solo storiche, ma anche naturalistiche.

Ai giorni d'oggi Pitigliano è uno dei borghi più ammirati e conosciuti della bassa maremma, famoso nel mondo per la sua bellezza architettonica e per l'importanza storica, le sue Terme di Pitigliano andranno a integrarsi con quelle di Saturnia, offrendo una ottima soluzione per la tua vacanza in Maremma...

Agriturismo Saturnia